HOME > In primo piano
e-mail:info@codifebrescia.it
-
PRESENTAZIONE
- . Chi siamo
- . Consiglio Amm.ne
- . Vuoi aderire ?
- . Contatti
- . Dove siamo
-
PREVISIONI METEO
-
RICHIESTA PREVENTIVO
-
AREA NOVITA'
-
Difesa Passiva
- . Assicurazione prodotti
- . Assicurazione serre
- . Assicurazione bestiame
-
Difesa Attiva
- . Il Servizio
- . Attività e Progetti
- . Documentazione
- . Bollettini fitosanitari
-
AREA INFORMAZIONI
- . Newsletter
- . Comunicazioni ai soci
- . Normative
- . Link utili
 
DIFESA ATTIVA > Attività e Progetti > Diabrotica del Mais
- DIABROTICA DEL MAIS
- ESFY (European Stone Fruit Yellows)
- SHARKA DELLE DRUPACEE (PPV)
- COLPO DI FUOCO BATTERICO
DIABROTICA DEL MAIS
La Diabrotica del mais è l’ultima, in ordine di arrivo, delle avversità di cui i maiscoltori lombardi si devono preoccupare. Ampiamente diffusa nel Midwest degli Stati Uniti e nei Paesi del Centro-Est Europa, la sua diffusione nel nord Italia e in particolare in Lombardia rischia di minacciare seriamente la coltivazione del mais.

Il Consorzio di Difesa è impegnato da alcuni anni nello studio della biologia e delle strategie di controllo di questo insetto, grazie anche ad un progetto biennale di ricerca finanziato dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Brescia che ha visto la sua conclusione nella primavera del 2007

Ad oggi la Diabrotica, insieme ad altre due specie similari, rappresenta l’avversità di maggiore importanza per la coltivazione del mais negli USA.

In Europa la Diabrotica virgifera virgifera è stata segnalata per la prima volta nel 1992 nelle vicinanze di Belgrado, da dove poi ha iniziato a diffondersi in tutto il Centro-Est Europa.
Dal 2000 focolai sono stati segnalati progressivamente in quasi tutti i Paesi europei.
In Italia il primo rinvenimento è avvenuto nel 1998 nelle vicinanze di Venezia e risulta ad oggi (2007) estinto.
Una seconda introduzione nel 2000 ha dato origine ad una seconda popolazione nel Nord-Ovest della Lombardia, da dove l’insetto si è diffuso in tutta la Regione.
Con una terza introduzione nel 2002 l’insetto è stato ritrovato ancora ad Est, in Friuli Venezia Giulia.
A fine 2007 la Diabrotica risulta presente in tutto il Nord Italia (Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna) con popolazioni ormai stabili e sempre meno focolai localizzati.
CICLO BIOLOGICO
La Diabrotica compie un'unica generazione l'anno, a spese essenzialmente delle piante di mais:
  • sverna nel terreno allo stadio di uovo;
  • le larve neonate, dalla metà di maggio (il periodo varia leggermente di anno in anno), iniziano a nutrirsi delle radici del mais minandole prima dall’interno e poi attaccandole dall’esterno;
  • le uova schiudono sino ai primi di giugno;
  • le larve sono presenti nel terreno fino alla metà di luglio;
  • gli adulti emergono dal terreno a partire dalla seconda metà di giugno fino a luglio inoltrato
  • gli adulti rimangono attivi fino all’autunno;
  • gli adulti si accoppiano dopo pochi giorni dall’inizio dalla comparsa;
  • le femmine, dai primi di luglio, iniziano a deporre nel terreno le uova;
  • le uova rimarranno in diapausa sino alla primavera successiva.

Gli adulti si nutrono principalmente:

  • del polline del mais e di diverse Poacee, Fabacee, Cucurbitacee e Asteracee, alcune delle quali sono comuni infestanti del mais o crescono ai bordi degli appezzamenti;
  • altre fonti di cibo sono rappresentate dalle foglie del mais e dalle cariossidi neoformate, che vengono attaccate in stagione avanzata.
DANNI

I danni più significativi sono causati dall’attività trofica delle larve sulle radici.

Il numero di larve necessarie per determinare un danno significativo dipende dal livello della popolazione e dai fattori che influiscono sullo sviluppo radicale (tipo di ibrido, irrigazione, concimazioni, ecc..).

Se solo una parte dell’apparato radicale risulta compromessa, il danno è essenzialmente di tipo fisiologico, con una riduzione delle fitness della pianta e conseguente ripercussione sulla produzione finale.
Se buona parte dell’apparato radicale viene distrutta, al danno fisiologico si aggiunge quello meccanico.
La pianta tende ad inclinarsi sul lato fino a risultare completamente allettata nei casi più gravi.
La pianta tende poi a risollevarsi in posizione verticale assumendo la classica forma a “collo d’oca”.
La situazione può essere aggravata dall’attività trofica degli adulti che si nutrono delle sete fiorali tagliandole alla base, riducendo la fecondazione e quindi la produzione della granella. Meno significativo il danno provocato dagli adulti che si nutrono della granella neoformata e le erosioni che possono essere provocate sulle foglie.

Il danno complessivo risulta dunque dalla somma di diverse componenti, fra le quali il danno provocato alle radici rappresenta la più significativa.

In aree irrigue il danno radicale può essere compensato da una rigenerazione dell’apparato radicale danneggiato e anche il numero di piante inclinate o allettate risultare inferiore.

L’interferenza dell’attività degli adulti sulla fecondazione può diventare significativa quando il picco degli adulti compare prima della fine della fioritura e solo con popolazioni molto elevate.
I danni compaiono generalmente in aree localizzate dell’appezzamento e tendono ad essere distribuiti più uniformemente nelle aree irrigue.
POSSIBILITÀ DI CONTROLLO

Contrariamente ad altre avversità, occorrono popolazioni elevate di Diabrotica perché si verifichino danni economici alla coltura.
La gestione dell'insetto deve mirare dunque ad evitare l'incremento delle popolazioni, affinchè si mantengano sempre al di sotto della soglia di danno.
La Diabrotica è un insetto strettamente legato alla coltura del mais e per tale ragione il rischio di danno si verifica solamente negli appezzamenti in monosuccessione.
La rotazione colturale o l'interruzione della monosuccessione anche solo per un anno, impediscono la crescita delle popolazioni, risultando gli strumenti più efficaci nella gestione dell'avversità.
Dove la soglia non è ancora stata raggiunta o nelle situazioni nelle quali la monosuccessione è irrinunciabile per ragioni di economia aziendale, altre possibilità di controllo posso essere utilizzate.

Limitano l'entità dei danni che l'insetto può provocare:

- scelta dell'ibrido,
- rincalzatura,
- irrigazione,
- concimazioni azotate,
- tutti quei fattori agronomici che favoriscono lo sviluppo delle radici e l’accrescimento del mais.

Le semine precoci:
fanno sì che la pianta abbia un apparato radicale già ben sviluppato al momento in cui le larve iniziano a mangiare.
Al contrario, semine eseguite in prossimità della schiusa della uova espongono il mais al rischio di un danno significativo.
Se la semina avviene dopo che il 50% delle uova è già schiuso, generalmente non si verificano danni importanti all’apparato radicale.
Tale epoca di semina è talvolta difficilmente compatibile con l’obiettivo di redditività della coltura.

I trattamenti chimici adulticidi, se correttamente effettuati e posizionati hanno una buona efficacia nel contenere gli adulti e le ovideposizoni, ma nel lungo periodo non sono generalmente efficaci nel contenere le popolazioni.

I prodotti concianti:
soprattutto quelli di più recente introduzione indicati per questa avversità, sono in grado di garantire una buona protezione dell’apparato radicale, ma si sono dimostrati poco efficaci ad evitare danni economici dove le popolazioni di Diabrotica sono molto elevate e le condizioni colturali non sono ottimali per la crescita del mais. I prodotti concianti non sono efficaci nel ridurre in modo significativo le popolazioni di adulti e non sono quindi adatti da soli per la gestione delle popolazioni nel medio-lungo periodo.

I geodisinfestanti:
si sono dimostrati efficaci nel contenere il danno alle radici, ma il livello di efficacia varia molto in funzione delle diverse condizione di applicazione.

I trattamenti insetticidi adulticidi:
sono un altro strumento efficace per contenere le popolazioni nell’anno in corso e negli anni successivi.
L’efficacia di diversi prodotti si è dimostrata molto buona, ma è importante posizionare e distribuire correttamente il trattamento per raggiungere l’obiettivo che ci si è prefissi.
A seconda del momento di applicazione e dell’annata, lo stesso trattamento può controllare sia il danno degli adulti sulle sete al momento della fioritura sia l’attacco della seconda generazione di Piralide. Se mirato all’inizio delle ovideposioni, il trattamento può risultare efficace nel contenimento delle popolazioni nel tempo.

LA SITUAZIONE DI BRESCIA E PROVINCIA
Essendo un insetto sottoposto a lotta obbligatoria, La Regione Lombardia ha istituito in tutte le province una rete di monitoraggio fin dal primo ritrovamento dell’insetto nel 2000.
In provincia di Brescia, già nel 2001 alcune trappole a feromone sono state poste nell’area attorno all’aeroporto di Montichiari, ma nessuna cattura è stata registrata.
Dal 2002, in collaborazione con il Servizio Fitosanitario Regionale (SFR) è iniziata un’attività di monitoraggio più capillare sul territorio provinciale.
Nello stesso anno alcuni individui sono stati catturati nell’area Ovest della provincia, principalmente nei comuni a confine con la provincia di Bergamo.
Individui isolati sono stati catturati nell’area sud, al confine con la provincia di Cremona e nessun esemplare è stato osservato nelle trappole poste nei comuni della pianura Centro-Est.

Nel 2003 si è assistito ad un notevole incremento delle popolazioni nell’area dei comuni al confine con Bergamo e ad essi limitrofi, con segnalazioni localizzate di catture consistenti. Non sono state tuttavia osservate o segnalate piante sintomatiche.
Nello stesso anno catture di Diabrotica sono state osservate in tutta la provincia, con la sola esclusione dell’area sud-est a confine con il basso mantovano.

Verificata la presenza dell’insetto in tutta la provincia negli appezzamenti a mais in monosuccessione, nel 2004 il SFR ha modificato il protocollo di monitoraggio per renderlo più aderente alle esigenze di gestione delle popolazioni.
Oltre alla progressiva colonizzazione di tutti gli appezzamenti a mais, dal 2004 ad oggi si è assistito ad un continuo aumento delle popolazioni nei campi infestati, che ha portato alla comparsa dei primi danni nella stagione 2006.

Nel 2007 l’area dove sono stati segnalati appezzamenti con piante sintomatiche si è notevolmente allargata rispetto all’anno precedente, anche se i danni economici sono comunque rimasti molto contenuti e limitati a certe situazioni particolari. L’andamento delle popolazioni di adulti è stato molto diverso da campo a campo, rendendo difficilmente prevedibile a livello territoriale la situazione per l’anno 2008.

ZOOM IMMAGINE